martedì 13 gennaio 2015

Il cinema, cura per l'anima

Lo scorso luglio presso l'Auditorium dell'Università Cattolica di Roma è stato presentato un progetto di collaborazione tra il policlinico Gemelli e la onlus MediCinema Italia che prevede l'introduzione del cinema all'interno dell'ospedale a scopo terapeutico. Il progetto comprende la creazione di una sala cinematografica vera e propria, accessibile anche a pazienti allettati o in carrozzina, con l'obiettivo di allietare la degenza in ospedale per i pazienti ed il loro familiari.
Il cinema infatti, rappresenta, al pari di altre arti, l'evasione, ed ha il pregio di essere forse quella più immediata insieme alla musica. Il cinema produce importanti e benefici effetti sull'umore, in quanto mezzo fortemente empatico, provocando divertimento, riflessione, consolazione o perfino catarsi.


Dunque, se si vuole un effetto immediato si possono seguire i consigli di due studiose newyorkesi,  Nancy Peske e Beverly West, dove nel loro "Cinematerapia. C'è un film per ogni stato d'animo", un manuale di 224 pagine, individuano una serie di film per ogni tipo di emozioneA chi è troppo stressato, le due scrittrici, ad esempio, consigliano la visione di "Full Monthy" o "Bread and Roses", a chi ha problemi di inserimento e di comunicazione meglio "Chocolat" o "Babe", per le coppie in crisi sarebbe più indicato "Kramer contro Kramer" o "Harry ti presento Sally". Per risolvere i conflitti tra genitori e figli suggeriscono "Il buio oltre la siepe" o "Il padre della sposa", quest'ultimo indicato sopratutto per quei genitori che devono elaborare il distacco dai figli. Mentre per tirarsi sù di morale e guardare al futuro con maggiore ottimismo e fiducia, le due studiose esortano alla visione dei film di Frank Capra, ed in particolare de "La vita è meravigliosa". 

Scena da "La vita è meravigliosa" diretto da Frank Capra nel 1946
Fellini dopo l'ultimo ciak di 8 e mezzo: "Non so dire esattamente cosa farò dopo questo film ma, posso dire, con molta sincerità, che esso mi ha fatto veramente bene. E io so che adesso potrei fare qualsiasi cosa, perché è nuovo il modo di guardare e anche il modo di amare". 
Tutti ci siamo passati, dopo la visione di un film gli effetti sulle nostre emozioni sono immediati. Ma anche a breve termine, dopo un tempo relativamente breve le emozioni e le sensazioni che la visione di un film ci ha provocato ci lasciano.
Ben diverso invece è il cinema inteso come vera e propria terapia. Non si tratta in questo caso della visione una tantum di un film, ma del cinema come percorso di crescita personale dove la visione cinematografica ha fini trasformativi piuttosto che evasivi o ludici. La cinematerapia, avvalendosi del potere evocativo delle immagini, agisce elaborando le emozioni in un processo che facilita il proprio cammino personale e va, ovviamente, al di là della visione dei singoli film.
Il cinema e la psicologia, sebbene siano nate negli stessi anni hanno sempre seguito percorsi paralleli. Per Freud il cinema era un passatempo senza storia, eppure il cinema e la psicologia condividono le stesse stanze, quelle dei sogni. E non a caso il cinema viene proprio definito la fabbrica dei sogni.
Il cinema e i sogni parlano lo stesso linguaggio, quello delle immagini, ed entrambi sono incapaci di sottomettersi ai vincoli del tempo e dello spazio, alterandone la normale concezione.
Sia il sogno che il cinema sono in grado, inoltre, di evocare ciò che non c'è. E così come l'attività onirica, il cinema può contribuire al benessere della nostra anima, perché capace di far rivivere emozioni rimosse, dimenticate o perse. 
Se Freud utilizzava i sogni per accedere all'inconscio la cinematerapia si avvale del cinema come strumento interpretativo e curativo. E così, come per Fellini, il cinema può, sullo spettatore, avere gli stessi effetti: aprire gli occhi (vedi Un chien andalou) e invitare ad un nuovo modo di vedere e vedersi, di amare e di amarsi.



Fonti e bibliografia

- http://www.sanita.ilsole24ore.com/art/regioni-e-aziende/2014-06-30/gemelli-roma-cinema-come-114309.php?uuid=AbwDFUyJ
- http://www.psychomedia.it/pm/culture/cinema/stoccoro.htm
- http://www.fuorischermo.net/Burtonterapia.html
Nancy Peske, Beverly West, Cinematerapia. C'è un film per ogni stato d'animo 
  http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/cinematerapia/
- http://www.annamioni.it/articolo.php?art=184
- http://www.cinematerapia.it/index.asp?id=2


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